L'Ultima Sfilata
Le Fornaci. Un popolo, un unico fuoco.
Non siamo costanti, siamo impulsivi, burrascosi, tenaci. Siamo una famiglia imperfetta, distratta, felice. Siamo splendidi errori che si accumulano, e lezioni imparate. Siamo argilla che si trasforma, che sopporta il fuoco senza rompersi. Siamo voce sincera, che da sempre prova a raccontare l'umanità, con le sue ferite e la sua bellezza.
Attraverso l’uva abbracciamo temi che ci riguardano tutti. Il nostro cuore è nel cantiere, nella sartoria, nelle scenografie. Nella forza di quello che abbiamo da dire. Nelle risate dei bambini che imparano come si costruisce una comunità.
Se dovessimo usare 3 parole per descrivere il nostro rione, sarebbero: radici, cura, vitalità.
- Le radici sono ciò che ci tiene legati alla terra da cui tutto nasce. La materia che per un secolo ha trovato forma attraverso le persone che hanno dato vita a questo Rione e ne hanno nutrito il carattere. Radici significa presenza viva, profonda, necessaria.
- La cura è il gesto silenzioso che permette alle cose di continuare a vivere. È la differenza abissale tra fare le cose PER amore, o CON amore. La cura è ciò che transforms un insieme di sconosciuti in una famiglia, il sorriso di chi arriva in cantiere dopo lavoro, la pazienza di chi insegna e la disponibilità di chi dona tempo senza aspettarsi nulla in cambio.
- La vitalità (generatività) significa vedere ragazzi arrivare in cantiere per gioco e, anno dopo anno, diventare parte essenziale di un sogno condiviso. Significa vedere una nuova generazione diventare adulta dentro questi spazi sicuri, mentre impara il valore della collaborazione. Significa scoprire talenti, tirare fuori la meraviglia nascosta in ognuno di noi, costruire legami che dureranno una vita.
Il rione è un luogo dove si generano relazioni, idee, sensibilità e nuove possibilità. Un posto dove la fatica diventa entusiasmo e la materia genera arte. Il nostro desiderio più profondo infatti è questo: prendere ciò che il mondo ci consegna, con le sua fragilità e le sue contraddizioni, e provare a restituirlo, trasformato in poesia.
I Motori del Rione
Il Cantiere
Voci, risa e i rumori inconfondibili degli strumenti da lavoro. Questo è il suono del cantiere, il cuore pulsante del Rione, quello che inizia a battere per primo, quando ancora il caldo dell’estate brucia il piazzale, e che si spegne per ultimo, quando l’ultimo pezzo di carro viene smontato nel freddo di novembre.
Brulica di maglie rosse mentre si alzano i ponteggi, si montano le strutture in legno, si salda il ferro, si muovono finalmente i meccanismi a lungo progettati.
Il cantiere non è un luogo: sono persone che l’ultima domenica di settembre scelgono di stare dall’altra parte della piazza. Non sotto gli occhi di tutti, ma nascosti dietro ai grandi carri, costruiti chiodo dopo chiodo.
Gli occhi più attenti, l’ultima domenica di settembre, riusciranno a vedere, oltre gli sfilanti, les maglie scure di chi, nell’istante esatto in cui batte la musica, danno vitalità e poesia ad ogni struttura e ingranaggio del nostro carro.
La Sartoria
Tra i colori della Festa, il Rione delle Fornaci custodisce un'anima antica, fatta di mani operose, tradizioni e orgoglio.
All'interno della sartoria prende forma l'abito perfetto, un sogno cucito filo dopo filo per regalare alla piazza una vera magia. Ogni vestito porta con sé un'emozione profonda e diventa il racconto vivo della nostra storia: indossarlo permette a ogni rionale, per un giorno, di farsi narratore di una memoria comune.
Le sere scorrono tra stoffe, fili e confronti sinceri. La nostra sartoria è il frutto di mani sapienti che, anno dopo anno, hanno saputo insegnare, imparare e tramandare un sapere prezioso.
È grazie a chi dona il proprio tempo e la propria passione che il Rione delle Fornaci continua a crescere.
Cucina e Bar
La cucina del Rione ha il respiro di una creatura viva. Il vapore danza, esplode e scoppietta tra le pentole, i mestoli tintinnano, i coltelli cantano sui taglieri e decine di mani si intrecciano in un caos che, misteriosamente, trova sempre il suo equilibrio. Ogni volontario custodisce un gesto antico, una volontà ferrea: c'è chi impasta, chi assaggia, chi sorride mentre riempie un piatto destinato alla famiglia che aspetta.
È un luogo dove la fatica profuma di pane caldo e sugo, e dove ogni portata racconta la stessa storia: quella di persone straordinarie che, insieme, trasformano ingredienti semplici in un banchetto capace di sfamare un intero Rione.
Allo stesso tempo dall’altra parte del piazzale vi è il nostro amatissimo Sballo Bar dove, tra musica e drink, giovani mani trasformano la fine di ogni giornata in una festa senza fine. È il punto di ritrovo per chi ha appena posato gli attrezzi, un angolo di allegria e caos sano dove si dimentica la fatica e si celebra la gioia di essere Fornacini, fino a notte fonda.